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Oggi un altro argomento scottante, come fanno i giudici a decidere per l’affidamento dei figli?
Ce ne parla con un interessantissimo, e molto esauriente, articolo l’avv. Simona Antonelli di www.questioni-coniugali.com, blog sul tema del diritto di famiglia, che avevo già segnalato nel giugno scorso con l’articolo [blog] Questioni coniugali.
[...] Se stai affrontando una separazione giudiziale o hai intenzione di farlo, probabilmente ti chiederai in base a quali criteri il giudice sceglie con chi di voi due dovranno vivere i figli.
Ti dirò subito che non è possibile fare un elenco di parametri che fanno di te il genitore ideale (o il contrario), perché la situazione va valutata caso per caso.
Comunque il criterio principale è uno solo: l’interesse morale e materiale della prole.
È cioè importante per il giudice capire chi di voi due è più idoneo a garantire ai vostri figli uno sviluppo sano e sereno sotto vari aspetti.
Cercherà di affidarli a chi è maggiormente in grado di provvedere alle loro esigenze e di capire i loro bisogni e aspettative [...]
Continuiamo la carrellata degli articoli dell’Avv. Giacardi, nell’area riservata del forum di MammaSingle, ancora sulla falsariga dell’argomento precedente, questa volta si parla di abusi familiari:
[...] La Legge 4 aprile 2001, n. 154 ha introdotto i c.d. ordini di protezioni contro gli abusi familiari.
Vediamone sinteticamente gli elementi essenziali.
I PRESUPPOSTI. Gli ordini di protezione vengono disposti quando la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente.
Alla base dei provvedimenti ex art. 342 ter, c.c., pertanto, vi sono due distinte circostanze:
1) la “convivenza”. La vittima ed il soggetto cui viene addebitato il comportamento violento vivono all’interno della medesima casa. Il requisito della convivenza va peraltro inteso sussistente anche quando vi sia stato l’allontanamento, provocato dal timore di subire violenza fisica del congiunto, mantenendo nell’abitazione familiare il centro degli interessi materiali ed affettivi [...]
Da Pinkblog un articolo interessante, su una ricerca anch’essa interessante ma effettuata non su piccoli di uomo ma su piccoli di topo:
[...] Padre e madre sono fondamentali nella crescita di un figlio, ognuno in maniera diversa. Dire che i padri, quando si tratta di allevare i figli, sono un optional è completamente sbagliato, non solo per il ruolo educativo che essi possono svolgere, ma anche per ragioni biochimiche.
Recentemente è stato pubblicato uno studio piuttosto discutibile del McGill University Health Centre di Montreal, Canada, sulla rivista “New Scientist”: i ricercatori hanno scoperto delle differenze nel cervello, nella socialità, nella personalità e nella risposta a specifici ormoni negli individui cresciuti senza padre.
“Abbiamo utilizzato per i nostri esperimenti il topo della California. Questa specie, come l’uomo, è monogama e le coppie tendono ad allevare i figli assieme“, ha spiegato Gabriella Gobbi, ricercatrice della McGill University. “Abbiamo separato i giovani topi dai loro padri e misurato i cambiamenti della corteccia prefrontale nei giovani topi, assieme alla loro risposta all’ormone ossitocina. Questo ormone è rilasciato durante le interazioni sociali, regolate anche dalla corteccia prefrontale“. [...]
Nello spazio “il pediatra risponde” di Pediatria Online è apparsa recentemente questa lettera, a cui risponde la Dott.ssa Federica Benerecetti, psicopedagogista della redazione di Educare.it (www.educare.it)
“ Mio figlio ha 34 mesi e mi chiedo se questa è l’età giusta per spiegargli la situazione della sua famiglia. Noi viviamo ancora dai nonni e il papà non l’ha mai visto né sentito e penso che non lo vedrà mai (a meno che lui cambi radicalmente e voglia prendersi le sue responsabilità di padre). La maestra dell’asilo mi ha detto che mio figlio, sentendo gli altri bimbi che raccontano del papà, entra nel discorso anche lui scambiando il nonno per il papà.
In casa non lo chiama papà, né sembra aver scambiato mio padre e me per una coppia. Io ho provato a spiegargli che anche lui ce l’ha un papà ma che solo non vive con noi. Lui ascolta ma non dice niente né sembra turbato. Come posso fare? Sto sbagliando qualche cosa? [...] “
“Caro bimbo, ma quanto mi costi?” Alzi la mano quel genitore che non si è posto – almeno una volta nella vita – questa fatidica domanda. Del resto è inutile negarlo: non è solo il latte in polvere a costare di più in Italia. Da noi tutta la spesa per il bambino è più cara che nel resto d’Europa: dagli omogeneizzati alle pappe, dai pannolini ai vestitini, dai giocattoli ai prodotti per l’igiene, dai farmaci alle visite dei pediatri.
Un’anomalia alla quale non si sottrae nemmeno il periodo della gravidanza, tra esami diagnostici, articoli prémaman e corredino per il neonato in arrivo. Il motivo? Non volendo far mancare nulla ai nostri amatissimi frugoletti, anche di fronte a prezzi spropositati o ad aumenti ingiustificati, finiamo per non rinunciare all’acquisto…siamo tutti vittime dell`advertising dietro il quale si celano delle persone preparatissime con tanto di master in pubblicità e molto abili nel manipolare le menti dei nostri figli e spesso anche dei genitori. Complice la pubblicità che in questo senso gioca un ruolo fondamentale […]
Linda Grilli http://www.carobebe.it/